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  • mallarinocristina

La pazienza: alleata del benessere e del cambiamento psicologico

Aggiornamento: 22 feb 2023


Nel suo articolo apparso sul corriere della sera del 7 Novembre 2022, Effetto Gige Alessandro d'Avenia scrive "Non abbiamo «pazienza», parola che viene dalla stessa radice di patire e di passione: senza pazienza perdiamo la passione per la vita." Egli riporta le parole di Sylvain Tesson nel libro La pantera delle nevi che definisce la pazienza "una virtù suprema: la più elegante, la più dimenticata".

Concordo con queste parole e penso che la cultura in cui viviamo tenda a tenerci lontano da questa virtù e a non comprenderne appiano il suo significato. Vivendo in un mondo che esalta "i raggiungimenti", siamo sovente portati ad avere uno sguardo impaziente su noi stessi e sugli altri, ambiamo con frenesia verso i risultati, siamo timorosi di restare indietro e di non essere là dove vorremmo. Attacchi di panico, ansia, angosce esistenziali sono spesso segnali dell'impossibilità di fermare una vita lanciata a tutta velocità nell'impegno e nella performance, nonostante compaia ad un certo punto qualcosa che disturbi tale corsa e imponga una riflessione.

Per comprendere a fondo noi stessi, gli altri o le cose con cui abbiamo a che fare occorre invece darsi tempo, affinché il processo avvenga. La pazienza diventa allora una alleata molto utile, se non viene erroneamente confusa con un atteggiamento consolatorio-rinunciatario, di colui che deluso, "porta pazienza", ovvero se la mette via, perché non ha più forza di lottare.

Più che una virtù da esercitare in specifiche situazioni, essa dovrebbe diventare una postura esistenziale con cui guardare se stessi e gli altri, per attendere e non metter fretta a un processo di crescita, maturazione e realizzazione delle cose, che necessita di tempo per compiersi e che si svolge lungo tutto l'arco della vita. Così intesa essa assume poteri benefici e "curativi". Noto ad esempio che la pazienza avvantaggia sempre il genitore nelle suo ruolo di crescita del figlio, l'insegnante nel suo lavoro con gli studenti e la persona in psicoterapia nel prendere in mano le sue difficoltà per capirsi meglio. Come scrive D'Avenia nell'articolo: "Senza pazienza si è spossessati di se stessi, si è in balia del potere che crediamo di avere o che altri hanno su di noi".

Come dice Tesson, la pazienza permette di creare e di comporre, ed io aggiungerei: facilita la capacità di procedere lungo il corso della vita, affrontandone i cambiamenti. Più che una competenza, è un modo di osservare se stessi, di sostare alla finestra della propria vita per mettere a fuoco i problemi, e cercare poi nuove soluzioni.

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